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Le regole del bong, una pipa molto speciale

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Da quando la legalizzazione della cannabis light è divenuta realtà, il suo consumo è sempre più diffuso e trasversale. Come sappiamo ci sono molti e diversi metodi assuntivi, tra questi lo svapo, l’applicazione topica e quella sublinguale. Per consumare cannabis, però, esiste anche uno strumento sui generis dalla storia millenaria ovvero il ‘bong’. In buona sostanza si tratta di una pipa ad acqua, che può presentarsi con diverse forme ed essere realizzata in vari materiali (il più diffuso è il bong in vetro). Fumare la marijuana, grazie a questo strumento, diventa un gesto ancor più piacevole ed efficace.

Abbiamo detto che le origini del bong sono antichissime. Secondo gli studiosi bisogna tornare indietro nel tempo, per la precisione fino all’Antico Egitto, per trovarne le prime testimonianze. Vi sono tracce di questi strumenti anche presso alcune popolazioni indigene africane e asiatiche, che ne avevano compreso le potenzialità. Si tratta di un oggetto complesso, composto da più elementi, il più importante dei quali è – ovviamente – il braciere. Al giorno d’oggi il bong, pur non essendo ancora molto diffuso in Italia, lo è in America al punto da essere comparso anche in diversi film.

L’anatomia del bong: com’è fatto e come si utilizza

L’elemento più importante di questa speciale pipa ad acqua è il braciere, all’interno del quale si posizionano i fiori essiccati. Il più delle volte questa parte è rimovibile, per assicurare una perfetta pulizia: rappresenta il cuore dello strumento.

Oltre al braciere vi è poi la frizione: si tratta di un foro di dimensioni molto ridotte, che consente al fumatore di togliere il fumo dalla ‘camera’. Proseguendo nell’analisi anatomica della pipa ad acqua, troviamo il ‘gambo’ attraverso il quale il fumo si sposta dal braciere fino a raggiungere la base in modo da essere correttamente filtrato tramite l’acqua. Il tubo, che rende il bong perfettamente riconoscibile, consente al fumatore di assumere la sostanza e termina con il boccaglio.

La cannabis assunta mediante il bong assicurerà un’esperienza ancor più completa. Per quanto riguarda nello specifico il modo di utilizzo di questa pipa ad acqua, c’è da dire che si potranno ottenere risultati soddisfacenti già dopo aver fatto pochissima pratica. Si dovranno inserire l’acqua e i fiori essiccati, per poi accendere il braciere. Il fumo che scaturirà finirà con il risalire lungo il tubo, pronto per essere inalato. Per come è strutturato, il bong consente al fumo di raffreddarsi così da ottimizzarne la percezione non appena lo si aspira: il sapore dell’infiorescenza ne esce sempre esaltato.

Se, come abbiamo precisato, dovesse essere presente una frizione allora sarebbe necessario chiudere questo foro per poter inalare correttamente. Scegliere di fumare cannabis light con un bong non andrà ad alterare in alcun modo il sapore o l’aroma della sostanza. Per quanto riguarda infine i materiali, in genere saranno i bong fatti di vetro a risultare più performanti e il motivo è presto detto. Sono robusti e resistenti, ma soprattutto non risentono del passare del tempo. Ad ogni modo, un bong sporco rovinerà l’esperienza: bisogna procedere ciclicamente a una corretta pulizia della pipa ad acqua.

Le altre pipe per marijuana: materiali e consigli

Decidere di sperimentare il bong consentirà di ottenere molti benefici dall’atto di fumare, soprattutto perché sarà possibile filtrare e raffreddare il fumo molto facilmente. Il gesto dell’inalazione, per questo, si presenterà estremamente confortevole oltre che appagante. Tra l’altro, il bong potrà essere sfruttato non soltanto dai consumatori di cannabis ma anche da chi volesse fumare del semplice tabacco. Vi sono comunque anche altre pipe per marijuana oltre al bong, come quelle più ‘tradizionali’ e dalla caratteristica forma allungata, perfette per stare nel palmo della mano.

Anche queste, molto diffuse, potranno essere utilizzate per fumare cannabis:

  • sono facili da trasportare, entrano tranquillamente dentro gli zaini e nelle tasche: la maggior parte si smonta in più parti;

  • fanno poco fumo e sono di dimensioni contenute, consentendo un‘assunzione piuttosto discreta della sostanza: si carica il braciere e poi si avvia la combustione;

  • si possono utilizzare da soli nel salotto di casa o in compagnia degli amici in giardino.

Le pipe dalle forme più tradizionali possono essere realizzate in materiali diversi, per esempio legno e vetro ma anche metallo.

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