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Così il Cbd mantiene attiva la memoria

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Nel momento stesso in cui sentiamo di aver dimenticato qualche volto o di percepire determinati ricordi come sbiaditi, così come quando non riusciamo a finire la frase con un particolare termine che la mente non sembra in grado di restituirci, la sensazione che si prova è quella di smarrimento misto a un certo timore. Poter fare conto su quella che viene da sempre definita una ‘memoria di ferro’ è importante a qualsiasi età, soprattutto quando le decadi avanzano e la vecchiaia incombe.

Molto spesso il fatto di sentir sfuggire parole o ricordi lontani è imputabile a una certa forma di stress oppure a un accumulo di stanchezza. Niente che un po’ di riposo e di relax non possano aiutare a superare. Ma quello della memoria è un ‘muscolo’ che deve essere continuamente allenato, anche perché non sfugge agli acciacchi dell’età e – nei casi più gravi – a patologie invalidanti come la malattia di Alzheimer.

E’ importante arrestare il declino dei ricordi

Non esistono soluzioni infallibili per arrestare il declino della funzionalità legata alla memoria e ai ricordi, ad ogni modo sono allo studio nuovi metodi di cura per migliorare la vita delle persone. Tra le sostanze più promettenti in questo ambito c’è senza dubbio il Cbd o cannabidiolo, metabolita della cannabis sativa non psicoattivo né psicotropo che dunque non provoca lo ‘sballo’: i suoi effetti benefici per il cervello e per l’organismo sono moltissimi e sempre più apprezzati. Il Cbd in particolare:

  • si offre di ridurre la sensazione di dolore e le infiammazioni,
  • è un perfetto antidepressivo, utile nella routine quotidiana,
  • è in grado di regolare l’omeostasi, dunque agisce per dare equilibrio all’organismo,
  • ha interessanti effetti anti age ed energizzanti (contribuisce alla corretta rigenerazione delle cellule del corpo),
  • agisce come ansiolitico, alleviando i sintomi tipici degli stati di stress,

Si ritiene che la marijuana memoria vada ad agire direttamente sui neuroni che insistono nella regione dell’ippocampo, ovvero quella zona del cervello associata ai ricordi e al loro mantenimento. Ciò è reso possibile dalla sua particolare azione, che consente di ottenere un incremento nei mitocondri della concentrazione di calcio.

I benefici del Cbd in caso di ansia, insonnia e stress

Sappiamo bene che il Cbd si offre quale perfetto alleato nella quotidianità, specie quando la persona si trovi a vivere situazioni di stress che occludono la mente e limitano i pensieri. Ma anche nel caso in cui non si riesca a riposare correttamente durante la notte. Il sonno cattivo ha una influenza negativa sui ricordi e sulla freschezza della memoria: il Cbd, assunto per esempio sotto forma di olio prima di andare a dormire, è in grado di favorire un sonno ristoratore e senza risvegli intermittenti o anticipati. Dal momento che si offre anche quale perfetto antiossidante, il Cbd combatte l’insonnia promuovendo il senso di veglia che non viene limitato dai radicali liberi.

Sono già stati avviati studi per dimostrare come il Cbd si offra quale valida alternativa per quelle persone che soffrono di Alzheimer, ovvero la malattia degenerativa che colpisce la memoria. Oltre agli effetti della marijuana sulla memoria nello specifico, si ritiene che possa essere migliorata a livello generale la condizione della persona, rallentando l’emergere delle difficoltà. Il Cbd si caratterizza anche per avere un interessante effetto neuroprotettivo da sfruttare in caso di patologie neurologiche.

Neurogenesi e salvaguardia della memoria

Dal momento che il Cbd è in grado di favorire la neurogenesi, risulta di particolare interesse per i ricercatori proprio nell’ambito della lotta alla malattia di Alzheimer: i tessuti di tipo neurale vengono velocemente distrutti, con la conseguenza di scatenare un effetto invalidante che conduce alla perdita di memoria e cognitiva. Il processo di neurodegenerazione, dunque, può essere rallentato sfruttando il Cbd. La scienza si interroga e prosegue il suo cammino di indagine per rendere questa sostanza ancor più utile e performante da un punto di vista clinico.

Bisogna dunque sfatare il mito secondo il quale il consumo di marijuana sarebbe deleterio soprattutto per la memoria e per l’organismo in generale: studi scientifici dimostrano che è tutto il contrario e che, anzi, i benefici sono moltissimi. Gli effetti negativi sono casomai da imputare al Thc o tetracannabinolo, che è l’elemento psicoattivo e psicotropo.

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