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Cannabis in gravidanza: cosa devi sapere se stai pensando di assumere CBD.

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Quando una donna rimane incinta, tutto ciò con cui entra in contatto può potenzialmente influenzare il suo feto. Mentre ci sono diversi prodotti benefici che le donne possono assumere, come le vitamine prenatali, altre sostanze hanno un impatto negativo sul feto. Queste possono includere determinati tipi di alimenti, farmaci soggetti a prescrizione medica, farmaci da banco e sostanze illegali: secondo la scienza, l’uso della marijuana in gravidanza, per esempio, va assolutamente evitato; la comunità medica internazionale è concorde nel consigliare di non usare marijuana in gravidanza, perlomeno fino a quando non saranno disponibili eventuali evidenze di sicurezza.

Fumare cannabis in gravidanza, in particolare, potrebbe causare danni al feto, tra cui:

  • basso peso alla nascita
  • nascita prematura
  • ridotta circonferenza della testa
  • aborto spontaneo

I bambini le cui madri erano solite fumare cannabis in gravidanza non sono sempre nati con problemi, ma secondo alcuni studi l’uso della marijuana in gravidanza  può aumentare il rischio di andare incontro a queste complicazioni.

E per quanto riguarda l’assunzione in gravidanza del CBD, ovverosia del composto non psicoattivo della pianta di canapa? Continua a leggerci per saperne di più!

 

Cannabis e gravidanza: è sicuro assumere il CBD durante la gestazione?

Sono molte le donne che pensano all’assunzione in gravidanza di CBD, per le sue riconosciute proprietà antiemetiche, per ridurre dunque la nausea che nei primi tre mesi dà loro il tormento! Se hai domande sull’uso di sostanze o farmaci durante la gravidanza – inclusa l’assunzione in gravidanza di CBD – dovresti sempre parlare con il tuo medico prima di provare qualcosa di nuovo. Il medico sarà, infatti, in grado di determinare se i potenziali benefici del CBD e di altri farmaci superano i rischi dell’uso del prodotto durante la gravidanza.

Allo stato attuale delle ricerche – che è bene sapere che sono scarse – gli esperti suggeriscono di evitare l’assunzione in gravidanza di CBD. 

Benché sia certo che fumare cannabis in gravidanzausare marijuana in gravidanza – sia certamente più rischioso per il feto, a causa dell’alta presenza del composto psicoattivo – il THC –  non ci sono ancora dati conclusivi per determinare gli effetti gravidanza del CBD, in particolare gli effetti sul feto. L’unico dato certo è che un feto in crescita è dotato di un sistema endocannabinoide, anche quando il feto è composto solamente da due cellule. 

FInché non verranno condotte ulteriori, approfondite ricerche in merito, è meglio attenersi al parere più autorevole degli esperti, che suggeriscono di non fumare cannabis in gravidanza, di non svaparla o assumerla in altre forme. 

 

Marijuana/allattamento: un binomio possibile?

Il dato che emerge da uno studio condotto dalla Scuola di Medicina dell’Università della California a San Diego – che ha prelevato 54 campioni di latte di 50 neo-mamme che assumevano marijuana o giornalmente o una volta alla settimana o sporadicamente e che ha trovato tetraidrocannabinolo (Thc) – è che si trovano tracce della droga nel latte materno fino a sei giorni dopo l’ultimo consumo. Benché non vi siano prove consolidate per dire che queste tracce di cannabis facciano male al bambino – per cui i pediatri si trovano in difficoltà quando le madri che fumano chiedono se marijuana/allattamento siano compatibili – quel che è certo è sarebbe meglio evitare. 

E per quanto riguarda l’assunzione in gravidanza e durante l’allattamento di CBD? Poiché mancano studi approfonditi anche sull’uso del CBD durante l’allattamento, sarebbe meglio evitarlo.

Per concludere il discorso, in qualche modo il rapporto tra cannabis e gravidanza rimane ancora un grosso tabù: le donne in gravidanza o che allattano sono spesso escluse dagli studi clinici sull’uso sicuro della cannabis, per paura di possibili danni. Sembra un paradosso, ma in realtà l’unica cosa che si sa con certezza è che non si sa in che modo esattamente assumere cannabis in gravidanza possa influenzare una donna e il suo bambino!

In definitiva, la maggior parte degli esperti è riluttante a raccomandare l’assunzione in gravidanza o durante l’allattamento del CBD: benché non vi sia nulla che dimostri che il CBD sia pericoloso, la riluttanza deriva esclusivamente dalla mancanza di ricerche disponibili sull’argomento.

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