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Canapa legale secca, cosa fare

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Può accadere che, dopo qualche giorno, la nostra erba legale inizi a perdere parte del suo classico odore arrivando a seccarsi. E questo anche nel caso in cui sia fosse stata correttamente riposta in un ambiente umido. I motivi possono essere molteplici, ci sono però una serie di metodi che è possibile utilizzare per fare in modo che la canapa legale secca recuperi il suo caratteristico sapore. Vediamoli insieme in questo approfondimento, iniziando però a passare innanzitutto in rassegna le possibili cause dell’essiccamento. Potrebbe accadere che le cime siano cresciute in climi asciutti, oppure che il prodotto una volta acquistato fosse già secco. In generale, non bisogna allungare troppo i tempi per lo smaltimento della personale scorta di marijuana perché anche questo può rappresentare un fattore di rischio.

 

Come usare la scorza d’arancia per ridare vigore alla canapa secca

 

Per restituire vigore alle cime secche e ormai prive di odore basteranno poche mosse. Tra le principali tecniche di umidificazione a disposizione bisogna indicare quella che fa ricorso alla buccia d’arancia. Cosa fare? Ci si dovrà procurare un contenitore da cucina, per esempio un barattolo di vetro, della scorza d’arancia e l’erba secca. Nel contenitore andranno inserite con l’infiorescenza di cannabis anche le scorze d’arancia (la quantità di queste ultime dipenderà dalle cime trattate). Chiudere e lasciate a riposo per qualche ora, per poi eliminare le bucce lasciando l’erba a inumidire. La tecnica che abbiamo appena esaminato, essendo particolarmente semplice e intuitiva da mettere in atto, è quella utilizzata dalla maggior parte delle persone che riscontrino secchezza nelle proprie cime di cannabis. Sempre utilizzando il contenitore da cucina si possono impiegare anche altre tecniche per far tornare in forma le cime secche.

 

Pane, lattuga e fazzoletti di carta: in che modo usarli

 

Ci sono ulteriori alimenti da mettere in campo allo scopo di restituire la vita alle infiorescenze: cambierà semplicemente il sapore che queste ultime prenderanno. Stavolta nel contenitore andremo a inserire del pane, assieme alla canapa legale secca, lasciando il tutto a riposo per un’intera notte (attenzione a non esagerare). L’ideale sarebbe impiegare del pancarrè, altrimenti si potrà inserire nel contenitore con l’erba della lattuga avvolta in un fazzoletto di carta (in questo modo non si incolleranno). Anche altra frutta oltre all’arancia potrà essere utilizzata allo scopo, per esempio la mela a fette: il procedimento è identico.

Se non avete in casa questi alimenti indicati, potreste sempre usare dei tovaglioli di carta leggermente bagnati. Mettete la canapa legale secca nel barattolo per poi appoggiarlo su un fianco. Togliete il tappo e inserite la carta a chiusura dell’apertura, poi chiudete e lasciate a riposo per qualche ora: l’erba potrà così recuperare la tradizionale umidità. Tenete la carta umida lontano dall’infiorescenza, in questo modo si potrà scongiurare la comparsa di muffa. La metodologia alla quale abbiamo appena fatto riferimento, ad ogni modo, è da considerarsi più corretta nel caso in cui si disponga di una quantità di canapa piuttosto ridotta.

 

Il cotone imbevuto d’acqua e la tecnica del vapore

 

C’è poi un’altra tecnica da sfruttare per far tornare perfette le infiorescenze secche: si deve utilizzare il cotone imbevuto d’acqua. I batuffoli andranno inseriti nel contenitore, ben protetti e avvolti nella carta stagnola. Esaminiamo infine un’ultima tecnica per reidratare le cime secche, mettendo a fuoco un metodo infallibile per ridurre i tempi di attesa e velocizzare l’intera procedura. Si farà in tal caso ricorso al vapore, attenzione però a non rendere l’erba troppo umida o addirittura a cuocerla. Riempite una pentola d’acqua e portate a ebollizione, poi mettete da parte e coprite con un telo molto resistente da fissare lungo i bordi. L’erba secca a questo punto dovrà essere delicatamente posizionata sul tessuto, lasciando che sia poi il vapore a svolgere la sua azione ravvivante. Dopo aver attraversato il tessuto, il calore si diffonderà in modo uniforme e omogeneo sulle cime che verranno rapidamente reidratate. Basterà una mezz’ora o al massimo 60 minuti, per fare in modo che le cime tornino presto utilizzabili.

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